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La nostra storia - capitolo 1 - Gli albori della AB Film

di Fabio Basilico

2002 - Gli albori della AB FILM

Come ogni cosa, anche la AB Film ha avuto le sue origini. Comunque la si veda, la “prima volta”, di qualsiasi “prima volta” si tratti, è un’esperienza indimenticabile per via delle tante emozioni che vi sono coinvolte. L’avvio dell’avventura della nostra Associazione ha a che fare con un’idea nata quasi per caso. Non del tutto per caso, perché in fondo non sono mancate le giuste premesse, l’incontro fortuito o destinato (chi può dirlo) di intelligenza, volontà e passione, un vissuto comune delle persone protagoniste da spendere in una nuova iniziativa artistica, un patrimonio di esperienze da investire.

La storia inizia nella primavera inoltrata del 2002, mese di Maggio. La Compagnia teatrale monzese San Rocco In Scena ha appena terminato la sua ennesima stagione, dedicata alla messa in scenaCast Provaci ancora Sam della celebre commedia di Woody Allen “Provaci ancora, Sam” (Play It Again, Sam), da cui è stato tratto l’omonimo film del 1972 diretto da Herbert Ross e interpretato, tra gli altri, dallo stesso Allen e da Diane Keaton.

A ridosso dell’estate, chiuso il calendario delle repliche, la San Rocco In Scena, di cui sono regista nonché attore, è alle prese con l’eterna questione del “che fare” nella successiva stagione, che incomincia solitamente in autunno. Un problema che accomuna tutti i gruppi teatrali non professionisti, abituati a gestire la loro attività non come un lavoro continuativo e remunerato ma come un lavoro fondato sulla passione e un complesso incastro di gusti, propensioni, risorse umane e di tempo libero a disposizione.

Quella del 2002 si rivela una “fine stagione” diversa dalle altre. Non ci sono idee precise in merito a un possibile nuovo testo teatrale da rappresentare e su cosa fare da Settembre in poi. Non ne siamo ancora consapevoli, ma sembra ci sia qualcosa di nuovo nell’aria: invece di un nuovo copione per il teatro avremmo di lì a poco lavorato su una sceneggiatura per il cinema.

E’ Davide Ardizzola, uno degli attori della San Rocco In Scena, a propormi di girare un film. Me lo dice una sera di fine Maggio, al termine della riunione di chiusura stagione della Compagnia. Tra le tante ipotesi sul futuro della San Rocco In Scena, salta fuori come un fulmine a ciel sereno quella del cinema, una soluzione ardita, rivoluzionaria, inedita e impossibile da ignorare. “E’ un mio vecchio sogno – mi racconta cercando di trasmettermi tutto il suo entusiasmo – In passato, quando vivevo in Liguria, con gli amici realizzammo qualcosa, ma niente a che vedere con un vero e proprio film. E’ ciò che invece mi piacerebbe fare”.

Un film. Non una cosa semplice. Il metodo di lavoro nel cinema è diverso da quello del teatro, probabilmente più complesso e più lungo. A differenza di Davide, non ho alcuna esperienza in materia, ma intuisco con certezza che ci sarà da impegnarsi parecchio. Per natura sono attratto dalle sfide artistiche, quindi rispondo “sì” alla proposta. La passione per la settima arte di certo non manca: a me, a Davide e a Matteo Colciago, un altro degli attori della San Rocco In Scena che accetta di misurarsi con la nuova avventura. Pure Matteo ha alle spalle qualche lavoro con la telecamera compiuto anni prima con degli amici. Ma anche per lui vale la stessa regola: questa volta si tratta di fare le cose in grande, di cimentarsi con la produzione di un vero film!

A Giugno l’ipotesi cinema viene illustrata al resto dei membri della Compagnia: nessuno ha qualche idea teatrale in testa e nessuno sembra intenzionato a seguirci. La San Rocco In Scena cessa in qualche modo di esistere, rimanendo in sottofondo: il trio di cinefili, gli unici rimasti a fare gruppo, avranno tutto il diritto di sfruttare nome e immagine di un gruppo che da più di dieci anni (dal 1990 per la precisione) è attivo e ben conosciuto a Monza.

Per girare un film occorre una sceneggiatura. Dove reperirla? Una delle possibilità è “trasporre” un copione teatrale, per esempio quello di “Oltre il buio”, il giallo in due atti di Ivano Bertoletti che abbiamo rappresentato nel 2001. La possibilità viene però abbandonata quasi subito quando ci rendiamo conto che il lavoro di “trasposizione” è tutt’altro che semplice e che, in fin dei conti, un testo scritto per il teatro dovrebbe adattarsi solo al teatro, nonostante il riuscito esempio di “Provaci ancora, Sam” contraddica l’assunto. Ma noi non abbiamo alcuna esperienza in materia di “trasposizioni” e, manco a dirlo, non possiamo certo paragonarci a Woody Allen and company.

Che fare, allora? Semplice: scrivere una sceneggiatura originale, tutta nostra. L’impegno me lo assumo io, che di professione sono giornalista e da sempre mi piace scrivere. Così, mi ritrovo a vivere la mia “prima volta” da sceneggiatore, a cimentarmi nella costruzione del film “sulla carta”. Nel frattempo Davide Ardizzola è già entrato nel suo ruolo di regista e Matteo Colciago in quello di indispensabile collaboratore tecnico-organizzativo. Tra i tre nasce un profondo sodalizio, fondato su un più solido rapporto di amicizia. Amicizia che fornirà la preziosa energia per far muovere la macchina. Ci muoviamo sotto le insegne della San Rocco In Scena, la AB Film come Associazione autonoma arriverà successivamente. L’avventura ha inizio.

 

 



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