DOUBLE - Diario del 17 ottobre 09 - scena 1
| PROGETTI E PRODUZIONI - PROGETTO CORTO DOUBLE |
Sabato 17 Ottobre 2009, ore 21.00
Monza - San Fruttuoso, capannone
Scena 1
Un set complicato e nel contempo avvincente quello allestito nel quartiere San Fruttuoso di Monza, all'interno del capannone di proprietà di Massimo Olimpo, regista teatrale monzese e nostro caro amico.
In calendario c'è la fondamentale scena 1, quella che racconta del sogno della protagonista Paola: legata mani e piedi a una sedia, imbavagliata, all'interno di uno scantinato buio, in mezzo alla polvere e ad ogni genere di oggetti, la donna vive autentici momenti di terrore. Forse è stata rapita, indossa una sottoveste, è sporca e piange. Entra un uomo di cui non si vede il volto, vestito interamente di nero: si avvicina a Paola e la libera. Paola è prima impaurita, poi sorpresa e infine avvinta dalla passione per il misterioso liberatore che la bacia e l'abbraccia.
La troupe di Double è formata dal regista Davide Ardizzola, dallo sceneggiatore e fotografo di scena Fabio Basilico, dal direttore della fotografia e fotografo di scena Vincenzo Scognamiglio, dalla truccatrice Sara Lanzafame e dal collaboratore tecnico e ciakkista Marco Costantini. Con i tecnici ci sono i protagonisti della scena: Patrizia Cattaneo (Paola) e Andrea Longo (l'uomo misterioso).
Il freddo è palpabile fin dai primi momenti in cui viene montata la complessa attrezzatura all'interno del capannone. Ne soffre di più Patrizia, che ad ogni ciak deve abbandonare il cappotto e rimanere esposta all'aria gelida in sottoveste.
Accanto a lei c'è Andrea, in camicia e pantaloni neri. In Double, Andrea interpreta Sergio: ora dà corpo anche all'uomo misterioso che libera Paola. La scelta non è certo causale, avendo l'uomo del sogno molti legami con il marito di Paola.
Sara provvede a truccare efficacemente Patrizia, mentre Fabio dà le ultime indicazioni di sceneggiatura e Davide, coadiuvato da Vincenzo, ultima la taratura della telecamera e definisce la disposizione delle luci. Dovendo ricreare l'ambientazione di uno scantinato, l'illuminazione del set è l'ambito che richiede maggior concentrazione e lavoro. In un angolo è in funzione la macchina del fumo, strumento indispensabile per costruire l'atmosfera onirica.
Il primo quadro è incentrato su Paola, legata e imbavagliata, e sull'uomo misterioso. Patrizia è molto convincente nell'interpretare la donna in preda al terrore, poi sorpresa e infine vinta dalla sensualità nel momento in cui l'uomo misterioso la raggiunge, la libera dalle corde e con lei si abbandona alla passione usando la sedia come appoggio. Anche Andrea è sicuro e credibile nel ruolo dell'uomo che guida Paola nel vortice dell'escalation erotica.
Il secondo quadro è dedicato ai primi e primissimi piani di Patrizia; il terzo ha per protagonista Andrea, ripreso mentre apre il grande portone scorrevole di ingresso, entra nel capannone e si dirige verso Patrizia.
La sessione di lavoro, iniziata intorno alle 21, si conclude poco prima dell'una di notte.
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