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Vagabunda

18 feb

di Giovanni Contarino
Sola e felice,
in un mare di sogni,
immersa fino al collo,
nuda nell’anima,
cruda nello sguardo,
ti vedo così,
distesa su di me,
come se il mondo si fosse fermato ieri.

Sola e facile,
in una città che ti ascolta,
quando parli di noi
come di un film appena visto,
quando mi guardi sorridendo,
quando lo fai tacendo,
e che ti chiede come stai,
quanti errori fai.

Sola ed un fucile,
di quelli vecchi e malridotti,
ti avvicini a me silenziosa,
con il labbro storto e tirato,
con il fiato che batte il ritmo,
di questa serata piena di ma,
di questo caffè pieno di se
non avevo altri nemici che te.

Sola,
senza nient’altro,
senza nessun altro,
senza i ma,
senza i se,
ti vedo così,
distesa su un prato,
mentre il mondo si ferma oggi.

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