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Universo letto

18 feb

di Ermanno Cottini
Mi sono inoltrato nottetempo nei meandri del deserto onirico
In cerca di tenebre per un viaggio nella luce della volta stellata
Sono iniziati mille ammiccamenti: fiochi, intensi, intermittenti
Mai insolenti, tutti intriganti
Quasi certamente ormai definitivamente spenti.
Ho abbracciato il maestoso aculeo dello Scorpione uscendone incolume
Mi sono concesso un ninnante dondolio a occidente sui piatti della Bilancia
Ho scorto Vega, il piccolo carro, mi ci sono aggrappato
Certo che il timoniere non avrebbe indugiato nel scegliere la rotta
Ho atteso il sorgere di Ariete per cogliervi un riflesso di caparbietà
Ho seguito le tracce del Leone per un sogno di regalità
Mi sono legato al dardo del Sagittario
Per sorprendere i primi palpiti di un nuovo amore
Ho lambito le grazie della Vergine
Ricevendone un fulgido bagliore di luce fredda.
Una volta desto ho tastato l’esiguo spazio attorno a me
All’affannosa ricerca della mia stella Alfa
La più luminosa, la più vicina, la più calda
Con le sue fragranze continuava ad ammagliarmi
Fino ad attrarmi, nel suo, nel Tuo, campo gravitazionale
Dai confini quanto mai circoscritti
Li ho messi a fuoco alla fioca luce delle abatjour sui comodini:
Coincidevano con i margini del nostro letto abbandonato sfatto.

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