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Smile

18 feb

di Giovanni Contarino
Amore, ti sento,
che bello che è adesso,
son troppo contento:
mi sono connesso.
Ci ho messo due ore
a capire perché,
il calcolatore
l’aveva con me;
ci ho messo parecchio
a capire che avevo
un computer vecchio
sì, da medioevo.

E’ qui, dove siamo,
che riesco soltanto
a dirti “Ti amo”
con lo smile accanto;
è qui con stupore
che ho letto il tuo nick,
fu subito amore,
al decimo click;
è qui dopo tutto
che ho visto il tuo viso,
mi hai sconvolto tutto
senza un preavviso.

Però, sai amore?
Ho un dubbio un po’ grosso:
parliamo per ore,
ma non ti ho mai addosso;
son mesi che siamo
legati a ‘sto schermo,
tu dici “ti amo”
io guardo e sto fermo,
la sedia, il computer
di notte e di giorno,
le foto, lo scanner…
andata e ritorno.
Con questi computer
l’amore diventa
un grande container
che un po’ mi spaventa,
guardando il mio schermo
ti guardo guardarmi,
ti guardo e sto fermo
ti guardo parlarmi,
ti guardo negli occhi,
ti guardo i ginocchi
ti guardo e poi penso:
“ma tutto ciò ha senso?”

Il tuo seno tondo
mi ispira un “ti amo”,
poi penso che in fondo
in carcere siamo,
tu sei a Caserta,
io sono a Pallanza,
ma non ti sconcerta
questa lontananza?
A me sembra spesso
che stiamo sbagliando,
che sono sconnesso
e ho la testa allo sbando.

Ormai siamo in tanti
che in rete ogni sera
di chat deliranti
facciamo una pera,
che quando abbiam voglia
o abbiamo un pò fame,
su Google scriviamo
“io voglio un salame”
e sui social network,
cercando amicizia,
torviamo un bel patchwork
di oro e immondizia.

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

 
 

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