di Nino Carmine di Rubba
Se l’inverno bussasse
alla mia porta per entrare
…
lo ignorerei.
L’inverno, la stagione del riposo
non mi appartiene,
non lo voglio,
diniego è per me
il riposo.
Nell’attesa che cambiano le cose
…
le cose nuove mi stimolano,
mi sorprendono, mi affascinano,
mi stupiscono.
Tutte le cose che madre natura
offre al suo risveglio
a primavera è miracolo
…
miracolo del Creato tutto.
Se l’inverno soffocasse il dolore,
se dopo la prima neve
i campi si vestissero di fiori,
se l’impetuoso vento del Nord
non spaventasse i miei sogni,
se i volatili tutti potessero nidificare,
se l’inverno
non fosse apportatore di morte…
allora sì, che lo accetterei.
Accetterei di tutto e di più:
Un sorriso e un rimpianto,
una ferita e una delusione,
una sconfitta e una vittoria,
una partenza e una illusione
…
un arrivo e un a rivederci.
Essere qui, vivere,
gioire nella buona e cattiva sorte…
che chiunque ignora,
ma reale è.
Nella certezza di essere
ancora qui con te
…
sorrido al Creato,
mi guardo intono,
spontaneo mi chiedo:
per quanto tempo ancora?

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6 novembre 2010 at 15:03
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