di Federica Galli
Che hai le mani leggere,
lo vedo da come mi scrivi,
dalle lettere che ogni tanto restano indietro
e dai pensieri che corrono troppo veloci
e non tornano a riaggiustare gli spazi.
Io intanto ti scrivo quasi sempre di notte,
ti scrivo perché aspettarti in silenzio non posso,
ti scrivo ed il mio amore si scioglie sui tasti,
e le ore sono gli spifferi di questa finestra
che da giorni oramai non riapro.
Quante volte oramai ti ho promesso,
benedetto sia questo webmaster!
Quante volte oramai te l´ho detto:
noi saremo felici?
E mio padre e mia madre
e questi sedici anni che non servono a niente
non saranno più in mezzo,
non bloccheranno mai più la nostra strada dorata.
Ti lasceranno e ci lasceranno scappare.
D’ altronde le chiacchiere degli amici giù al parco
oramai sono mesi che non le sto ad ascoltare.
Assomigliano alle parole dei miei genitori in cucina,
e con la nostra felice community
non hanno davvero niente a che fare.
Eppure stasera non mi ascolti convinta.
Ti bacio i capelli, gli occhi e le mani
e questa luce azzurrina che non fa che ascoltarci.

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