di Sabatina Napolitano
Nel mio posto reale il sospinto ti affolla
e se siamo stretti con un manipolo di terra
liberiamo miracoli nel tuo volto,
cambiamo l’aria tutto intorno
e il bacio è come il primo verso
e ha per gli occhi il tuo tepore tenero
che chiama libertà.
Affonda la mia testa e il corpo languido
quando esala la tua voce,
quando muore stanco il giorno
e tu giorno stesso vieni ad immergermi là
dove approdiamo oltretempo.
Io ero tremula di questo strano gioco,
di quegli occhi vispi da ragazzo
del tuo soffio poetico, oltre la Forza
il tuo fiato di stelle…
sentivo schiudere nelle vene
lentamente le sere,
accogliendo vapori estatici,
pompando il mio cuore un desiderio
dolce e fragile, sommesso e commosso
d’Infinito amore…
il tuo calore irreale ha sciolto
i richiami fievoli al destino
con abbracci di cielo,
e in una notte dopo,
quando ad occhi chiusi
ho sentito e svelato
ho scoperto pascerti di stelle,
e gustato tra quelle
mi hai insegnato ad amare ed essere,
mi verseggi ancora tra le labbra
mentre ti bacio ho ricordi del tuo sapore
che chiama a creare per spontaneità
meraviglie e speranze nelle volte
che ti ho nel mondo.

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