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Muro di parole

17 dic

di Samuele Bovini
Partono dal cuore le parole,
scivolano su per la gola umida,
si arrampicano sul palato,
accarezzano la lingua.
E si fermano.

Bloccate da quella sensazione
stupida e improvvisa,
di claustrofobica paura,
offese perché si sentono
inutili e già dette.

E il non detto vince sul detto,
il silenzio trionfa sulla parola,
i gesti rimangono lì, immobili,
contenitori impolverati e svuotati
del loro prezioso contenuto.

Giorno dopo giorno,
senza che ce se ne accorga,
ogni parola non detta
diventa un mattone del muro invisibile
che osa dividere ciò che l’amore aveva unito.

Ogni lacrima versata
in silenzio sul cuscino, è cemento:
indistruttibile, ineluttabile cemento,
che unisce quei mattoni
e rende il muro incrollabile, definitivo.

E allora ogni volta che lo sguardo non basta,
ogni volta che a una sensazione va dato un nome,
lasciamo che quella parola che parte dal cuore
e si arrampica faticosamente
arrivi alle labbra e si completi.

Godiamo ancora del piacere del suono
di un nome, della musica di un avverbio,
della ricchezza di un aggettivo,
della sensazione di bello, di pulito,
che lascia una parola uscita dalla bocca.

E tutte le frasi, tutte le parole, tutte le sillabe,
perfino tutte le lettere che troveranno la forza di uscire,
saranno bombe che si schianteranno
su quell’odioso muro:
il muro dell’incomunicabilità.

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

 
 

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  1. iago

    27 aprile 2010 at 18:25

    Molto bella, alluvione di sensazioni, azzeccata e pertinente.