di Ermanno Cottini
La mia mano si protende a cercare un contatto con il tuo corpo
Ma il tuo posto è vuoto, le lenzuola sono fredde, incollate
Il tepore in esse racchiuso da tempo è svanito
Il cuscino non conserva più l’impronta del tuo capo
A nulla è valso il tuo abituale sovrapporre un trapuntino alle coperte
Il pallore cadaverico del risvolto delimita la piazza che ti appartenne
Il solco tra i materassi discosti acquisisce profondità di vallo
Dissuade da ogni intento d’invasione
Vanifica ogni proposito d’assedio amoroso
Resiste all’attracco dei ponti levatoi della psiche
Le sole catapulte oniriche mantengono un potenziale bellico
Proiettili emozionali conservano dell’antico fuoco
Un simulacro di mitezza capace di preservare il cuore dal gelo della notte
In attesa che l’aurora scivoli leggera sulle nostre ombre
Proiettate sul palcoscenico del nostro letto a due piazze.

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