di Fabio Gagliandi
La paura uccide le parole
le tiene strette a morte in gola;
scalciano, percuotono per uscire,
inutile, tutto sempre soffoca
Anche il letto parla più di loro
i loro dialoghi più fluidi
son orme impresse sul materasso
tra le grida eccheggiate dai muri
L’inocenza, fanciulla dispersa
in quel labirinto edificato
dai rovi della loro convivenza
Son barricate insormontabili
suoni muti e sordi che fluttuano
nella magnificenza dei ricordi

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