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La nostra Fredda Guerra

06 mar

di Michele Pasquale
I tuoi piedi freddi, sotto le coperte…
e le tue chiappe gelide,
molli, cellulitiche, raggrinzite…
due cubi di pancetta!
Un muro divide i nostri
materassi, ed io mi becco
il lato est, mentre ripeti folle:
“Ich bin ein Berliner!”.
Filo di scozia spinato
che lavori ai ferri
ed il tuo barboncino mannaro di guardia.
La tua corsa all’ armamento biologico:
fetidi peti che mi costringono
ad ingurgitare scatolette di fagioli
ammassate sotto il cuscino…piuttosto scomode!
Ma questa è guerra,
non raccolta differenziata!
Passo alla contraerea:
alito pesante di risotto
alle cipolle e acciughe di zia Carmela…
Ma tu, astutamente,
ricambi con la bagna caoda
della nonna piemontese!
Firmiamo una resa per
non farci saltare in aria:
ma poi tu mi proponi di
aprire una fabbrica di bibite gassate
con manodopera straniera
e tutto ricomincia da capo.
Mi tiri le lenzuola, ma come
uno Tsunami ritorno con un’onda
di piumino alta cinque metri.
Rimani tremante al freddo per mezzora,
poi tiri fuori una spilla da baia e
mi fai un’ endovena nella chiappa.
Urlo come Tarzan, mentre tu
mi sfili cuscino, lenzuola, coperte,
pigiama, ciabatte sotto il letto
e con un colpo di Ju-Jitsu
mi provochi un mal di testa sismico.
Sono quasi alla resa,
quando penso
di inviare nello spazio
il tuo barboncino
per dimostrarti che
anch’ io so il fatto mio.
Tu rispondi inviando
tuo cugino Vasilij,
alto sei metri e largo tre,
che mi bombarda con la
Morte Nera sapendo che
non ho mai sopportato
Guerre Stellari.
Si decide il trattato di pace:
tu avrai tutti i cuscini,
le coperte di Yeti della dote di tua nonna,
lo scaldapiedi elettrico Geloni e
le ciabatte eschimesi
più imbottite al mondo.
A me tocca il rimanente:
lenzuolo di lino estivo,
pigiama di due taglie in meno
per il freddo inverno russo…mi preparo alla ritirata.
Si apre una nuova era,
il terzo mondo dell’ amore:
tu comandi, io lavoro tutto il giorno…
tiro l’ aratro nel letto,
sperando che crescano presto
queste amare patate americane!

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