di Giulio Redaelli
Soli
in una stanza asettica
pareti sempre più assurde
delimitano pietre di pensieri
Strane
queste nostre inquietudini
– meteore improvvise
illuminate da scisti di luna –
così stupide e prepotenti
da toglierci il sonno
Fra volute assenze
e lontani canti di grilli
furtivamente indugia
un insulso orgoglio
e non ha sapore
l’ultima sigaretta
mentre aspetto che sia tu
a rubare il palpito della notte
Nuove prede
attende una nottola
ai margini del bosco

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