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Incomprensioni

08 mar

di Anna Maria Cardillo
Negli occhi tuoi ti leggo
ciò che pensi e non dici,
ciò che farai,
ciò che allontani dalla mente,
ciò a cui hai serrato il cuore,
ciò che allarghi le dita e fai cadere
chiuso in te stesso e agli altri:
tu, capace di esistere
da solo in mezzo al mondo.
Sento girare le pagine di un libro,
la tua penna che scrive sopra il foglio,
sento la sedia muoversi con te
e indovino il tuo volto:
amaro, muto per ore ed ore,
senza bisogni ed emozione alcuna,
finchè la notte sale
e brucia ancora un giorno.
Ed io, impotente e inutile,
senza poterti dire e neanche dare
oltre me stessa, un po’ di ciel sereno,
io che non posso entrare
dove tu ti sei chiuso
nel tuo sterile te,
io non posso far altro che aspettare
che calmi il vento
e torni la bonaccia
e tu mi veda e, come un’alba attesa,
mi sorrida come sempre ancora
per riprendere insieme il nostro viaggio.

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