di Giuliano Astore
Si spense la passione
pian piano portò via l’amore
la solitudine al mio fianco
in quel letto ormai spento
dove un tempo giacevamo
mano nella mano
col fuoco che bruciava dentro
palpabile
tangibile
caldo come il sole d’Agosto
un corpo solo
plasmato dall’essenza,
perfetta sinfonia di dolci note.
Troppo perfetto per restar tale…
Il tempo
la noia
l’aspro sapore delle giornate passate.
Ed ora
come se fosse passato il dolce sogno
pur essendo al tuo fianco
sento vuoto dentro,
incomprendibile è anche unirsi
in quei gesti che non m’appartengono
io grido e tu non senti
non senti che ormai è tutto placato
come la pioggia portata via dal vento.
Ostinata cerchi…
Accecata dal rancore
non intendi fermare quello che per te
un tempo è stato amore.
Ora si affievolisce
anche l’ultimo ricordo.
Tutto intorno è lo stesso
ma dentro io mi sento diverso
è la stessa sensazione che percepisco
dal tuo corpo
che sopporta e tace
incapace di compiacere i tuoi pensieri.
Nell’indifferenza di un momento
ti aggrappi,
resti, appesi a ciondolare
attendono un appoggio
che dia stabilità.
E’ questo che vuoi fare?
Urta e scaccia i tuoi pensieri
parla e ascolta ciò che dici
non ha più senso ciò che vuoi
se solo il dubbio…
Ti fa andare avanti.

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