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Il peso diverso di una stessa circostanza

21 mar

di Davide Papasidero
Uno sguardo si incrociava.
Quel qualcosa
disturbò
il mio pensiero.
Una sottile vibrazione
che dietro un sorriso fiacco
velava
l’incertezza
di quei giorni.

Cosa, di sbagliato?
Non ricordo, non so.

Uscimmo.
Una cena
davanti a poche parole.
Quale argomento più vago
dei ricordi del passato?
Di ciò che fummo,
e sembra, più non siamo?

E poi di notte.
Tutto si consuma in quell’amplesso.
Cosa eravamo, ormai?
Pochi minuti
d’automatismo.

Nel mio letto,
come solito,
da sveglio,
sogno e fantastico
i miei mondi.
Pieni di ricordi,
e costruzioni di ricordi.
Riconosco quello sguardo,
e d’un tratto
percepisco.

Ora,
dopo anni,
e vite tra di noi.
Capisco.

Ora,
in illusione,
finalmente mi hai parlato.
Ma siam d’altri.
E siamo altri.
E più non saremo.

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  1. iago

    29 aprile 2010 at 13:18

    Semplice ma efficace, vedo però troppi punti, ne risente la musicalità… personale opinione

     
  2. Papalord

    13 maggio 2010 at 23:05

    Ne terrò conto, grazie mille del commento :)

    Se qualcun altro volesse lasciarne, son molto ben accetti.