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Il gioco

15 mar

di Iago
Limite a definire il rettangolo del sonno
campo chiaro in camera scura,
partenio partito che sa di sconfitta.

Freddo,
pieno di scuse .
Molle,
privo d’onore.

Due persone
dal sesso conclamato
si danno le spalle.

L’ora è quella delle scintille,
in cui i corpi trasudano voglia
sciupando freschezza al manto di lino
eppure gli occhi non si toccano.

Possono gli anni annoiare l’unione?

La crescita amata diventa salita
la vita comune rimane un’idea.
Il cuore mente alla mente,
allungando il naso che ingrossa il respiro
il letto di rose ritrova le spine
nel ricordo scordato si spegne la notte.

Due persone
dal sesso ingannato,
pensando al sentimento perduto
sognano altre vite da indossare.

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

 
 

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  1. Sibilo

    5 maggio 2010 at 11:13

    veramente bella..complimenti

     
  2. iago

    6 maggio 2010 at 12:18

    Ho cercato di considerare il letto come parte finita di un compromesso. Sono figlio di divorziati, (per fortuna) e molte coppie vivono una menzogna, più o meno velata.
    Il rapporto perfetto rimane difficile, ma non raro, la base su cui impiantarlo è il dialogo… sempre e comunque. L’amore nel tempo cambia pelle ma non intensità, stare per 40 anni con la stessa persona può essere limitante ma può anche creare quallcosa che va oltre il tempo e lo spazio.

     
  3. MAURO BARBETTI

    8 maggio 2010 at 22:46

    Molto bella (soprattutto l’incipit). Mi piace l’uso di parole non usuali (è ciò che cerco nella poesia) che sappiamo comunicare una suggestione e un senso che va oltre la trasparente facciata del reale. Complimenti

     
  4. MAURO BARBETTI

    12 maggio 2010 at 13:13

    Grazie per il commento, soprattutto perchè sei schietto e sincero. Effettivamente il bello di questi concorsi è poter contattare chi ha la stessa passione per lo scrivere e poter entrare in altri vissuti e campi semantici (anche se non è così frequente leggere qualcosa che colpisca veramente). Del risultato poi, in fondo, chi se ne frega.