di Daniela Sias
Suoni festosi riempivano la stanza,
calde mani cingevan dolcemente
corpi flessuosi al ritmo della danza
e il mondo fuori scorreva pigramente.
Ma venne la tempesta e squarciò l’aria,
grida acute s’alzaron all’unisono
niente risate, nessuna voce gaia
ma solo sofferenza ed abbandono.
Calò il silenzio e ricoprì ogni cosa
più forte delle urla e la passione
morì in giardino anche l’ultima rosa
e vuoti i cuor furon d’ogni illusione.

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