di Giancarlo Viganò
Sdraiati ciascuno al bordo suo
divisi da una mezzeria d’ortiche
soli
il respiro ad imitare il sonno
gli occhi ad interrogare il buio
inchiodati al talamo d’amore
Non fu così quando il parlarsi sorrideva
e le dita cercavano l’intreccio fiducioso
e invece qui, noi due, piccoli e scontati
e soprattutto tristi
di quella rabbia spenta che marcisce dentro
Niente sorprese
ma il fastidio del dover parlare
di un buongiorno biascicato
di un bacio sbuffato al vento
e l’aria, finalmente l’aria, del mondo fuori
Tu mi hai fatto un gioco truce
e mi ricordo i gesti e le bugie
e le parole dure ipocrite e vigliacche
e tu e ancora tu!
Ci ripetiamo la litania di un amore grigio
orfani di un tempo trapassato
quando il desiderio aveva gli occhi suoi
e il profumo di una pelle dolce
e ci si chiamava: “anima mia”
quando avvinghiati
quando svuotati
cantavamo un ringraziamento al cielo
Fummo angeli d’appetito ingordo
abbracci d’ali erotiche e fantasie proibite
di sangue che bruciava nell’attesa
fummo Uomo e Donna belli,
siamo piume di cenere avvizzita
cose, casa e freddo.

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Indice poesie | Motore, azione... poesia!
27 aprile 2010 at 20:19
[...] Due mondi di Giancarlo Viganò [...]
Emily Dickinson
29 aprile 2010 at 13:35
Straordinaria consapevolezza e metrica originale
Enrico
29 aprile 2010 at 18:18
La prima strofa è lancinante e a seguire una miriade di emozioni che precipitano nel gelo dell’ultimo verso. Molto bella.
Orso bianco
3 maggio 2010 at 14:32
Il tema è affrontato in un modo molto personale, c’è un ritmo particolare nei versi che lascia con il fiato sospeso. Molto molto bella
Poetica
7 maggio 2010 at 17:05
Mi piace molto l’andamento ondivago delle parole e l’alternarsi di emozioni, bravo. Spero che tu scriva altro.