di Enrico Arlandini
L’emozione della prima risposta,
un semplice ciao ed il cuore e’ già in gola,
allora proseguo, che cosa mi costa?
Ho solo bisogno di ispirazione,
una piccola idea , ne basta una sola,
per proseguire la conversazione.
Lei non da’ segni , forse annoiata
dal tentennamento esagerato;
allora mi lancio, l’idea si e’ formata,
domande e risposte, a ritmo serrato.
Finché lei a un certo punto
lamenta un impegno, mi deve lasciare;
ma certo, sicuro, ci risentiremo,
ho il tuo contatto, ho preso un appunto.
I giorni seguenti si trascinano uguali,
davanti alla parola che dà frustrazione;
stagliandosi a caratteri cubitali,
offline rende le funzioni vitali.
Eccola , un cenno di vita,
riaccende la speranza affievolita:
sapessi quante cose ho avuto da fare,
solo qualche minuto ora posso restare.
Quante ore trascorse in sconosciuta compagnia,
cercando il modo di strappare una risata,
non udita, soltanto immaginata,
attraverso una statica faccina disegnata.
Tra molteplici illusioni
e cocenti delusioni,
anche un incontro nella vita vera,
che ha dato modo di scambiare due parole
senza il freddo ticchettio di una tastiera.

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons