di Anna Maria Cardillo
Come pesci rossi
di un acquario
dividiamo angusti spazi
di apparenti vastità,
che solo illusorie trasparenze
dilatano in ampi infiniti.
Come pesci rossi
di un acquario
sembriamo correrci dietro,
mentre inseguiamo invece
strade le più diverse
che solo respiri d’acqua
affiancano a fatica.
Prigionieri di liquide sbarre,
spartiamo le stesse briciole
del quotidiano vivere,
annegando la noia
in monotoni arabeschi
sempre inutili e uguali
e come i pesci rossi
nell’acquario
boccheggiamo fra noi
sterili parole senza suono,
battendo il muso ai vetri
sazi di solitudine ambedue.
Immemori del mare
a cui fuggimmo insieme,
galleggeremo una mattina all’acqua,
l’uno dell’altra
senza più un rimpianto.

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