di Fabio Gagliandi
Canto di te che te ne sei scappata
del tuo uomo che distratto fissa
lo schermo or spento nella cucina,
mentre là fuori muore la giornata
Quel combattimento da poco finito
lascia un’ aria logora in loco,
e batte il tempo all’orologio,
ancora non torna al domicilio
Le dita vacillanti che pulsano
accarezzando l’umido filtro,
l’amarezza scoppia in stomaco
Questa fiamma che in eterno brucia
arde e scotta la pelle tenera
ma non avrà mai la loro anima

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