RSS
 

Amore e vita umana

04 feb

di Barbara Miceli
Potrei essere lui, stasera lo so,
e lo so quando piango di pena
per quell’amore stritolato sotto ruote
che non prevedono alcuna resurrezione,
e mai più…una parola che arrivi
in una profondità celeste incerta,
parole gettate su uno specchio.

La musica arriva più forte,
potrebbe arrivare persino a lei,
ovunque si trovi, potrebbe ascoltare
il pianto di Orfeo, un canto
incarnato in lui che ha perso
la sua Euridice per sempre.

La musica è accompagnata
Da parole che la rimpiangono,
e che continuano ad amare
la sua essenza ormai incorporea,
il ricordo, un futuro cancellato…
le leggo e so che è tutto senza importanza:

il resto non è che vita umana…

Eppure continuo a frustrare
L’incarnazione corporea dell’amore,
un minuto di pace, un’ora di guerra,
si capisce troppo tardi quando tacere,
una consapevolezza battezzata dalle lacrime,
perché tutti possiamo essere Orfeo

che nell’ultima notte ha detto addio
all’amore con l’amore, senza saperlo;
ma c’è chi dice addio con odio,
senza sapere che sta congedando
amore, sonno, sorrisi…vita…
l’esempio può far nascere il perdono,
l’esempio al dito per la vita, come una fede.

Ma l’errore si rigenera continuamente,
si continua a sbattere porte e cancelli,
a urlare frasi evanescenti come una memoria
a brevissimo termine, ma con furore,
e chiunque penserebbe che si sta odiando,
mentre in realtà, quanto si ama!

L’errore si rigenera nonostante l’esempio,
ed è solo il terrore che alla fine ci salva,
a volte, di ritrovarsi come quell’Orfeo,
solo e galleggiante in un’afasia che non esiste,
non per noi, ma per l’amore ormai perduto.
A volte ci si salva, a volte no…

Perché la vita, del resto, è umana.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

 
 

Tags:

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento.