di Tiziana Monari
Una morte allegra il nostro letto
smemorato
in un suono ostinato che taglia l’aria
un bacio di serpente nell’oscurità tiepida
che lievita
è pioggia giunta all’improvviso
un dubbio logoro e pesante
una marea madida di luna
si allunga sulle ombre
ingoia perle
soggiace a rantoli
concavo di spazio
sfiorando in sordina
colchici,polline,camole.
L’amore
ha il sonno di una vespa
è diventato un barattolo di latta
si è mutato in calamaio
all’esile tocco della brina
lambendo giorni stanchi
scrutando la laguna
tacciono
le tamerici
le conchiglie rosa
la bocca si è trasformata in penna
il silenzio ha riempito i palmi delle mani
restano
zoccoli tarlati
un materasso di foglie di granturco
e noi
senza memoria
a dondolare
su erbe taciturne
ricordandoci appena.

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